Massiccio attacco russo nella notte su Kiev: continua la guerra in Ucraina con il presidente Zelensky che aveva anticipato la possibilità di un nuovo potente raid.
Solamente pochi giorni da il presidente dell’Ucraina Zelensky aveva approvato una missione per mettere pressione alla Russia al fine di arrivare alla fine della guerra. A quanto pare, però, il Cremlino non ha alcuna intenzione di smettere con i raid. La conferma è arrivata dal massiccio attacco con droni verificatosi a Kiev nella notte.

Ucraina: massiccio attacco russo su Kiev. La situazione
Un nuovo attacco russo con missili e droni ha colpito Kiev nella notte, provocando diversi incendi e diverse vittime secondo quanto comunicato dalle autorità locali. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in visita a Dublino, aveva anticipato ieri il rientro immediato nella capitale dopo le informazioni su un imminente attacco russo “su larga scala” che, effettivamente, si è poi verificato nella notte tra l’1 e il 2 luglio 2026.
Da segnalare come i droni abbiano creato diveri incendi. Uno di questi si è sviluppato nel distretto di Shevchenkivsky, nel centro cittadino. A bruciare, secondo quanto riferito dal sindaco della capitale ucraina, Vitaliy Klitschko, è stato un edificio non residenziale di tre piani.
Il massiccio attacco ha fatto ben dieci vittime e diversi feriti. Mosca ha rivendicato il raid. A comunicarlo è stato il Ministero della Difesa russo citato dall’agenzia Tass. “Le forze armate russe hanno lanciato un vasto attacco contro obiettivi ucraini, prendendo di mira impianti del comparto militare-industriale, infrastrutture energetiche e installazioni aeroportuali militari”, hanno fatto sapere.
La denuncia di Zelensky sugli aiuti alla Russia
In precedenza, per quanto concerne il fronte delle sanzioni, Zelensky aveva denunciato che alcune aziende europee che continuerebbero ad alimentare la macchina bellica russa, citando in particolare l’impianto irlandese Aughinish Alumina, controllato dalla russa Rusal. Il premier ha risposto che l’indagine è in fase avanzata e che il dossier è seguito in stretto raccordo con la Commissione europea.